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CHI SIAMO

Era l’ultima domenica di settembre del 1959 quando un gruppo di amici di Rosta (Torino) doveva  decidere cosa  fare di 2.500 lire avanzate dall’organizzazione di una corsa ciclistica per la categoria allievi. Cornelio GILLI, seduto davanti alla trattoria Croce Bianca della famiglia Vernero,  propose: “… e se  fondassimo  una  Società  Ciclistica?”.   L’idea piacque a Franco FILLIA e Cesare VERNERO e fu così che  nacque, da quelle 2.500 lire, la “Società Ciclistica ROSTESE”.    

Da  allora  sono passati molti anni di  passione e amore suggellati da successi di grande calibro che  hanno  portato la Società a  diventare una  delle  glorie dello  sport piemontese.

LA STORIA

 

La Società Ciclistica Rostese, con una storia di oltre cinquanta anni di esperienza al servizio dei giovani sportivi, ha sempre sviluppato la preparazione atletica dei giovanissimi strutturandola secondo una metodologia specifica in virtù degli obiettivi dei singoli atleti da perseguire a breve e lungo termine.

Vorremmo e condividere con i genitori i principali obiettivi e i metodi per perseguirli la finalità è quella di collaborare, ognuno per la sua parte, alla crescita dei ragazzi, nelle loro capacità sportive, ma soprattutto nello sviluppo psicofisico emotivo e relazionale. In altre parole cercare di remare tutti nella stessa direzione:

  • utilizzare il ciclismo, in collaborazione con scuola e famiglia, come strumento “educativo e formativo”

  • il ciclismo e lo sport sono complementari alla scuola e allo studio i quali mantengono sempre il ruolo primario

  • crescere degli atleti prima di allenare dei corridori ciclisti

  • ricordare che ogni atleta porta con sè la propria identità, le proprie capacità e soprattutto le proprie fragilità

  • praticare il ciclismo in tutte le sue forme: strada, pista, ciclocross , mountain bike….

  • riconoscere nel ciclismo uno sport di squadra e non uno sport individuale, senza pertanto esasperare l’istinto agonistico sopra ogni cosa, sviluppando la lealtà, la condivisione, il controllo dell’aggressività, la negazione di qualunque forma di violenza. La vittoria non è l’obiettivo principale, bensì il continuare a correre anche nelle categorie superiori

  • insegnare il rispetto delle regole: la puntualità sempre e comunque, il rispetto di se stessi, dei compagni, degli avversari; il rispetto dei ruoli dei direttori sportivi, della società, dei giudici e dei genitori; il comportamento adeguato corretto ed educato; il rispetto del materiale e dell’abbigliamento in dotazione e di tutto ciò che appartiene alla Società; il rispetto del codice stradale: fare ciclismo in sicurezza.

  • educare l’impegno,la determinazione e la perseveranza nel cercare il raggiungimento dei propri obiettivi

  • mantenere inalterati e rispettare i ruoli di tutte le persone che ruotano intorno alla figura del corridore (Direttori sportivi, Dirigenti, Accompagnatori, Genitori, parenti vari).

  • l’importante è partecipare e non vincere….. ma è anche vero che, se le cose vengono fatte bene, diventa una conseguenza vincere partecipando

Il reclutamento giovanile fino ai 15 anni finalizzato alla prosecuzione dell’attività sportiva e ciclistica nelle categorie superiori, cercando di creare di anno in anno i presupposti per garantire una graduale crescita dei giovani, favorendo un approccio multidisciplinare nelle specialità del ciclismo.